Al centro la parola di Dio

“Haec meditare”

E la Parola venne ad abitare in mezzo a noi

Introduzione
I dodici volumi che contengono la predicazione del Fondatore in occasione di
alcuni importanti momenti formativi della Famiglia Paolina (ritiri mensili, istruzioni,
corsi di esercizi spirituali, conferenze) costituiscono una particolare raccolta posta sotto
il titolo di Haec meditare, “Abbi cura di queste cose”. Questa espressione, a prima vista
generica, rivela tutta la sua ricchezza se la si coglie nel contesto del brano paolino in
cui si trova. Si tratta perciò di collocarla nell’insieme della “regola di vita” che, nelle
Lettere pastorali, viene proposta a Timoteo perché in lui risplenda l’«uomo di Dio», «il
buon ministro di Cristo» (cf 1Tm 4,6). Troviamo infatti questa espressione nel capitolo
4 della prima Lettera a Timoteo, dove l’apostolo Paolo così si rivolge al suo amato
discepolo: «In attesa del mio arrivo dèdicati alla lettura, all’esortazione e
all’insegnamento… Abbi cura di queste cose (= haec meditare), dèdicati ad esse
interamente (= in his esto)» (1Tm 4,13.15).
In questa raccolta di scritti di don Alberione, accanto al titolo Haec meditare, si
trova anche l’espressione In his esto (=“dèdicati ad esse interamente”), che è desunta
essa pure dallo stesso testo della prima lettera a Timoteo.

«Abbi cura di queste cose»
Il verbo greco che la traduzione italiana rende con “abbi cura”, in realtà presenta
una vasta gamma di significati che vanno dall’”essere premuroso” al “preoccuparsi”,
dall’ ”esercitarsi” al ”compiere diligentemente” l’opera intrapresa, fino a indicare la
metodologia propria di chi è chiamato a prendere la parola in pubblico e “prepara”,
“elabora”, “struttura” il discorso e lo “manda a memoria”. Probabilmente la
traduzione latina privilegia questo ultimo significato, rendendo il verbo greco con
meditare.

Al centro la Parola di Dio
La predicazione di Gesù e di Paolo conosce una preoccupazione/cura che
distoglie l’uomo dalla Parola di Dio (cf Mt 13,22: «la preoccupazione del mondo e la
seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto») e dalle cose di
Dio (cf 1Cor 7,32-34: «Chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore… chi è
sposato invece si preoccupa delle cose del mondo»). Si tratta di una
preoccupazione/cura che produce una frattura nell’uomo, una profonda lacerazione
nel suo essere, che lo porta a frantumare l’unità della sua persona: «e si trova diviso»
(1Cor 7,34).

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