Vita consacrata

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Vocazione alla “vita secolare consacrata”

“Gli Istituti di Vita Consacrata Secolare esprimono un segno forte di appartenenza a Cristo e di impegno “nel secolo”: i Consacrati che ne fanno parte “vivono nel mondo ma non appartengono al mondo”.

Vaticano II dichiara che «la vocazione del laico nella Chiesa consiste nel cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio» (Lumen Gentium, 31). L’istituzione degli “Istituti laicali” – come quelli fondati dal Beato G. Alberione – si inserisce in questo contesto storico-ecclesiale.

La storia degli Istituti laicali

Il 2 febbraio 1947 papa Pio XII aveva promulgato la costituzione apostolica Provida mater Ecclesia, che offre ai laici la possibilità di vivere in pieno ambiente secolare cioè «nel mondo» la vita consacrata.

Tre sono le caratteristiche: a) Totale consacrazione a Dio, ovvero radicalizzazione degli impegni del proprio Battesimo e Cresima mediante l’emissione dei voti di castità, povertà e obbedienza; b) i membri restano nelle attività, professioni, ambienti di vita in cui sono inseriti, così la loro vocazione è vissuta nel contesto della secolarità; c) la sostanza della vocazione è di essere «sale e lievito» (Mt 13,33); pertanto c’è impegno massimo di dedicarsi all’apostolato sia nel campo del lavoro sia in altri ambiti conforme alle doti e possibilità di ciascuno.

Don Alberione avvia i Istituto “Gesù Sacerdote” per il clero diocesano.

Identità dei nuovi Istituti

Nel 1957 Pio XII proclamava San Gabriele Arcangelo «patrono delle comunicazioni sociali». Il Fondatore nella sua ispirazione carismatica, legava così il nome del nuovo Istituto al santo Patrono delle comunicazioni, conformemente all’apostolato specifico della sua fondazione. Ugualmente sarà per le Annunziatine, in quanto, riferendosi alla solennità dell’Annunciazione, l’Istituto prende ispirazione per il suo impegno apostolico: l’annuncio del Vangelo.

Don Alberione dirà ai “Gabrielini” e alle “Annunziatine”: «Sarete laici, senza alcun segno distintivo religioso, vivrete in famiglia, opererete nella scuola, negli uffici, nelle fabbriche e svolgerete la vostra testimonianza dall’interno di queste istituzioni, ma sarete consacrati […]. Sarete “sale” e “lievito” nel mondo contemporaneo […]. Sarete consacrati a Dio e dedicati all’apostolato nel mondo e con i mezzi del mondo […], affinché a tutti gli uomini sia annunciato Cristo che risponde a tutte le attese dello spirito umano, anzi le supera: Cristo Via e Verità e Vita […]. La Società San Paolo, che è come la madre degli altri Istituti, deve dare loro lo spirito paolino […]. Il calore e la luce vitale devono discendere dai Sacerdoti paolini, che hanno qui un grande e delicato ministero […]. Dare Gesù Cristo al mondo, in modo completo, come Egli si è definito: Io sono la Via e la Verità e la Vita. La vostra azione apostolica ha ragione di essere in quanto è in Cristo e nella Chiesa… Per vivere la vocazione bisogna che vi inseriate nella Chiesa, e attraverso la Chiesa, in Cristo».

Il Beato Don Alberione ha presenziato a diversi Corsi di Esercizi Spirituali tenuti per i Gabrielini e Annunziatine ad Ariccia (Roma) fino al 1968. I primi e le prime ricordano ancora le Meditazioni del Fondatore sul senso della vita, sulle realtà ultime (Novissimi) cioè morte, giudizio, inferno, paradiso. In particolare ha lasciato loro alcune frasi lapidarie che conservano rispettosi e le “sentono” come altrettante consegne: «I Gabrielini sono inseriti nel mistero dell’Incarnazione». «Crescete solidi come querce». Alle Annunziatine: «Ci vogliono anime che amino davvero il Signore, che brucino di amor di Dio, non persone di mezza qualità, ma anime generose che fanno della Parola di Dio il libro centrale della loro vita, che lo leggano, che lo portano e lo fanno arrivare, così, anch’esse saranno luce!».

Don Alberione, dopo aver dato vita all’Istituto “San Gabriele Arcangelo” e a quello di “Maria SS.ma Annunziata”, disse: «Oggi il laicato cattolico è particolarmente in movimento e impegnato in tante attività. I migliori sentono vivo il bisogno di contribuire a salvare l’umanità dal materialismo, dall’ateismo, dall’anticlericalismo massonico, e vi sono tanti giovani e uomini che vogliono attendere alla santificazione propria in una veste stabile, ma senza entrare negli Istituti tradizionali, ossia senza abbandonare il loro ambiente di vita e di apostolato» (UPS I, 108).

I Gabrielini e le Annunziatine quindi, compiono la loro missione come Famiglia Paolina: “Vivere e dare all’umanità Gesù Via, Verità e Vita”, unico Maestro e Salvatore dell’uomo, ricordando quanto andava ripetendo il Fondatore: “Il mondo non arriva a Cristo perché non si addita ancora abbastanza la via: Maria Ss.ma. Maria è la via più facile e sicura per entrare nello spirito religioso e nello stabilire la vita di Cristo in noi… Vi è bisogno di Gesù: lo dà Maria” (UPS IV, 200-201).

Inoltre, come ogni Istituzione paolina, esprimono la loro efficacia apostolica con i seguenti mezzi: a) la preghiera, «anima dell’apostolato»; b) il sacrificio, «legge fondamentale della vita apostolica»; c) il buon esempio, «predica silenziosa che parte dalla vita e va a riformare la vita».

Essere membri degli Istituti di vita secolare consacrata, Aggregati alla Società San Paolo, è un carisma, una vocazione, una missione, uno stile di vita secolare consacrata, che si esprimono nel mondo con i mezzi del mondo.

Don Olinto Crespi ssp

ISTITUTI DI VITA CONSACRATA SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA

Gli Istituti religiosi e gli Istituti secolari sono le due categorie che compongono principalmente lo stato della vita consacrata per la professione dei consigli evangelici nella Chiesa; in alcuni aspetti le Società di vita apostolica (can. 731 § 1) hanno una legislazione canonica simile a quella che regge gli Istituti di vita consacrata, pur formando categoria a se stante.

Sono consacrati quei laici o chierici che assumono i consigli evangelici per mezzo di un vincolo sacro, diventando membri di un Istituto di vita consacrata (can. 573 § 2).

Gli Istituti di vita consacrata sono società ecclesiastiche erette, approvate e sapientemente organizzate dalla Chiesa per mezzo di una adeguata legislazione generale e particolare (Regole, Costituzioni, Statuti) perché possa in esse sufficientemente e ufficialmente professarsi lo stato della vita di consacrazione (can. 576). Gli Istituti di diritto pontificio sono quelli eretti o approvati dalla Santa Sede con decreto formale. Gli Istituti di diritto diocesano sono quelli eretti dai Vescovi e che non hanno ottenuto dalla Sede Apostolica il decreto di approvazione (can. 589). L’Annuario Pontificio elenca soltanto gli Istituti di diritto pontificio.

da sito vaticano

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