Memoria del Beato Alberione

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La memoria del Beato don Giacomo Alberione quest’anno si inserisce provvidenzialmente nella Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo. E se “regnare è servire”, per i Paolini tutti regnare nel Cristo Maestro VVV significa evangelizzare.

La celebrazione eucaristica che si terrà alle ore 18 di domenica 26 novembre nella Parrocchia Regina degli Apostoli, in via Antonino Pio 75 a Roma, avrà un ricordo-triduo nei tre giorni precedenti, sempre nella celebrazione eucaristica vespertina delle ore 18.

In quei giorni: giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 novembre e poi domenica 26, sarà esposta alla venerazione dei fedeli la reliquia del Beato, presso l’altare del Crocifisso (sotto la grande immagine del Beato Alberione).

Tutte le celebrazioni eucaristiche dei quattro giorni saranno concluse con la preghiera alla Trinità per chiedere l’intercessione del Beato.

Novena

Manifesto

Rubata la statua di Don Giacomo Alberione

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PURTROPPO IN QUESTI  GIORNI (novembre 2017) IGNOTI HANNO RUBATO LA STATUA CHE FU INAUGURATA NEL 2009.  RUBATA NON PER DEVOZIONE CERTAMENTE. LA STATUA DI BRONZO PESAVA 2 QUINTALI…
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno! (Gesù Cristo)

Sotto il giorno dell’inaugurazione.

Sabato 4 aprile 2009, nella zona Brancaccio di Palermo, si è svolta l’inaugurazione di una grande piazza dedicata a Don Giacomo Alberione, l’“Apostolo dei mass-media”. L’evento è stato preceduto, il giorno prima, da un interessante convegno presso la sala “Beato Alberione” della Libreria Paoline di Palermo sul tema: “Don Alberione: il suo carisma in una società multimediale”. 

Tra gli interventi: lo storico don Giancarlo Rocca ssp, sull’”Ambiente storico, socioculturale nell’intuizione carismatica di Don Alberione”; l’arcivescovo di Monreale, mons. Salvatore Di Cristina (foto sotto), su “Don Alberione: profeta di una svolta pastorale. Le sue intuizioni apostoliche ci interpellano”; don Agatino Gugliara ssp con il tema: “Alberione e la sua eredità carismatica”; la Superiora Provinciale delle Figlie di San Paolo, sr. Giovannamaria Carrara su “La Famiglia Paolina sia in ogni tempo, san Paolo oggi vivente”; sr. Doriana Giarratana pddm, su”Eucaristia e liturgia nella vita del Beato Giacomo Alberione.

da Coop.Paolino N. 5 maggio 2009

Per la Beatificazione del Fondatore

Signore, glorifica nella tua Chiesa il sacerdote, beato Don Giacomo Alberione. Sia per noi tutti esempio e intercessore nel cammino della nostra santificazione e del nostro impegno apostolico. Apri le vie dell’evangelizzazione affinchè la presenza di Gesù Maestro, Via, Verità e Vita, si irradi nel mondo per mezzo di Maria, madre e Regina degli Apostoli. Concedimi le grazie che ora ti chiedo…

101 domande sulla nostra comunicazione oggi

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CELSO GODILANO, SSP  /  GOVERNO GENERALE  /  02 OTTOBRE 2017

Che cosa comunichiamo nelle nostre email o in FB, Twitter, WhatsApp, Viber, LinkedIn, Google+, Instagram, XING o, ancora, nei nostri blog personali? Quali sono i contenuti: le frasi, le mezze frasi, le foto e i video, gli emoticon o emoji, i GIF e, soprattutto, i selfie? I messaggi “inscatolati” possono essere molto comodi da utilizzare, ma possono anche tradire lo spirito del nostro interesse per “incontrare” l’altra persona. Sappiamo che le frasi, le mezze frasi, gli emoji e i GIF non sono sempre quelli che permangono e restano nell’anima del nostro destinatario.

Perché comunichiamo? Chi sono i nostri destinatari? Di ciò che inviamo, qual è la percentuale di ciò che diciamo agli altri di se stessi e di noi stessi? Come è il nostro modo di comunicare, specialmente nei momenti in cui siamo noi stessi intrappolati nei tanti problemi e preoccupazioni quotidiani? Dalle risposte dei riceventi, loro percepiscono il nostro stato di animo negativo, o ci trovano di sostegno, pazienti, gentili, compassionevoli verso di loro, nonostante le nostre difficoltà personali? Qual è l’impatto di ciò che comunichiamo agli altri? Si sentono contenti, amati, ispirati, incoraggiati, speranzosi, assicurati? Sappiamo anche che meno “parliamo” di noi stessi meglio è, specialmente se l’altro attende la nostra compassione.

Come Paolini e Paoline, comunichiamo valori umani e cristiani più che noi stessi, le cose che contano veramente e non solo delle informazioni, che magari dividono piuttosto che costruire incontri personali significativi? Ricordiamo che ciò che è scritto è “scritto” per sempre. I nostri messaggi possono costruire o distruggere una buona relazione o possono arricchire o impoverire le persone.

Come membri delle nostre comunità, più che comunicare con i mezzi mediati ci viene chiesto di essere comunicatori in prima persona ai nostri fratelli e sorelle. La nostra comunicazione personale deve costruire ponti non muri, creare sinergia e collaborazione, fraternità e comunione in vista della missione. I progressi nelle reti e nei mezzi di comunicazione, specialmente i social media, non garantiscono il nostro essere buoni comunicatori. Si realizza solo quando troviamo e condividiamo in comune – come dice Papa Francesco – «la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (EG 87). Ma questo accade solo con un prezzo molto alto per tutti perché ci richiede di uscire dal nostro individualismo poiché – come conclude il Papa – «chiudersi in sé stessi significa assaggiare l’amaro veleno dell’immanenza, e l’umanità avrà la peggio in ogni scelta egoistica che facciamo» (EG 87).

Siamo certamente convinti che una vita di testimonianza personale ai valori evangelici è ancora il modo migliore per comunicare. Ma prima dobbiamo imparare ad ascoltare con la nostra mente, cioè con intelligenza, con delicatezza di cuore e con tutta l’umiltà della volontà per accogliere l’altro come altro da sé. Prima di tutto, il beato Alberione ci esorta che la prima persona da ascoltare non è altri che il Maestro stesso, anzitutto “ai suoi piedi” davanti al Tabernacolo, particolarmente durante la Visita. Il nostro Padre San Paolo continui ad ispirarci con le sue parole: «Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri» (Fil 4:8). Cor Pauli, cor Christi!

Paulus.net

100 anni per la nuova evangelizzazione

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 DON GIACOMO ALBERIONE 100 ANNI PER LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Don Alberione 100 anni per la nuova evangelizzazione

Don Alberione 100 anni per la nuova evangelizzazione

“Parlare di don Alberione a cento anni dalla fondazione della Società San Paolo può essere un ricordo storico e sicuramente ha un suo valore; andare a cercare immagini, parole, avvenimenti, iniziative ha un peso che sicuramente resta nella storia, merita di essere documentato con precisione, conservato, e resta sicuramente un fondamento che non si può toccare. Però, al tempo stesso, si può parlare di don Alberione in una forma indiretta, quasi facendolo vedere in prospettiva, dietro un sipario, quasi appare come un’ombra i cui contorni sono i paolini di oggi“. Don Silvio Sassi Superiore Generale della Società San Paolo “Il video si orienta su questa duplice direttiva: cogliere lo spirito profetico di Don Giacomo Alberione vissuto nella storia del suo tempo, evidenziare come si è sviluppato gradualmente nella sua opera e nelle fondazioni degli Istituti uniti da un unico spirito che, in crescendo, dal 20 agosto 1914 li porta ad evangelizzare in tutti i continenti. Un servizio alla Chiesa ed all’umanità, di ieri e di oggi, vissuto nella cultura della comunicazione che attinge la sua forza nella spiritualità cristocentrica lasciataci dal nostro fondatore e protratta nell’attualità con la stessa passione apostolica di San Paolo.” Don Vittorio Stesuri Direttore Centro Internazionale di Spiritualità SSP.

Sito per DVD – Vedi Estratto dal DVD don Giacomo Alberione 1914-2014 100 anni per la nuova evangelizzazione. Omaggio a don Silvio Sassi che ci ha lasciati per il cielo.