A favore degli uomini

A favore degli uomini
Di Domenico MARCUCCI, SSP
Ricordando don Gabriele Amorth, ssp, già direttore di Madre di Dio.

don-amorth-luttinoDon Gabriele Amorth ha terminato  (16.9.2016) la sua lunga vita (1925) come esorcista, il più noto a livello internazionale, ma è stato anche direttore di Madre di Dio (e quindi delle riviste collegate  all’Urm) per due periodi; dal 1956 al 1958 e dal 1980 al 1988; in questo secondo mandato il sottoscritto è stato suo vice, lavorando con esemplare accordo, pur essendo diversi sia come età che come mentalità.

AFFABILE E SEMPRE ACCOGLIENTE

Il suo impegno in campo mariano comprende anche diversi volumi di divulgazione sulla Vergine (tra gli altri il mio rosario [pp. 144, € 10,00]; Il Vangelo di Maria. La donna che ha sconfitto il male [pp. 166, € 12,00]).
Un carattere forte, quello di don Amorth; era stato, giovanissimo, nella Resistenza partigiana ( Comandante Alberto, il suo nome di battaglia); esponente, sempre giovanissimo, della Democrazia Cristiana; se non avesse seguito la vocazione religiosa fra i Paolini, sarebbe diventato una brillante figura politica.
Per questo suo carattere da crociato, gli anni del secondo mandato a Madre di Dio sono stati per lui dolorosi; c’era la crisi mariana e anche la crisi editoriale; si trattava di avversari inafferrabili, difficili da affrontare. Soprattutto ha molto sofferto per l’impossbilità di celebrare la ricorrenza del 25° della consacrazione dell’Italia alla Vergine avvenuta nel 1959 e di cui era stato uno degli organizzatori: nel ᾽59 tutto andava a gonfie vele, le porte erano tutte aperte, c’era un entusiasmo generale sia da parte delle autorità che della gente; adesso, nel 1984, appena se ne ricordavano e praticamente quei pochi che davano retta dicevano che non era il caso, che i tempi sono cambiati, ecc., per cui non se ne fece nulla.
Lo vedevo soffrire e agire, rattristato, quasi costretto a mettere in discussione uno dei periodi più significativi della sua vita. Penso che anche questo ha contribuito ai malesseri fisici che lo  colpirono in quel periodo.
Nel frattempo è arrivata la svolta: aveva conosciuto l’esorcista di Roma, padre Candido Amantini, passionista di santa vita, che operava nel convento della Scala santa: invitato da lui, aveva cominciato ad aiutarlo in quel ministero. C’era bisogno di altri esorcisti e l’allora Vicario di Roma (siamo intorno al 1986) lo nominava esorcista della Diocesi. All’inizio le cose non erano facili: quello dell’esorcista è un “mestiere” in cui occorre tanta esperienza, che si può fare solo sul campo: tante volte l’ho aiutato e francamente, spesso, si aveva l’impressione di essere in una camera di tortura, tanto forti erano le urla delle persone sottoposte agli esorcismi.
Ma ben presto è partito letteralmente in quarta: resosi subito conto della gravità del problema delle possessioni diaboliche e anche della sufficienza mentale con cui quei malcapitati erano trattati dalle autorità ecclesiastiche ( in tantissimi casi), don Amorth in pochissimo tempo ha recuperato tutta la sua energia e anche la salute fisica, incurante delle critiche. Da giornalista nato qual era, aveva capito che uno dei problemi di quel mondo era il fatto che se ne parlava poco, per cui ha cominciato a parlarne e farne parlare; in breve tempo, anche per il suo eloquio diretto, preciso ed essenziale, è diventato uno dei personaggi più intervistati a livello mondiale.
La pastorale degli esorcismi deve tantissimo a don Amorth: è stato lui l’iniziatore dell’Associazione degli esorcisti italiani, di cui ha diretto per anni gli incontri; ha formato tantissimi esorcisti; ha convinto tanti vescovi a nominare esorcisti nelle loro Diocesi; ha portato all’interesse della pubblica opinione il problema, oltre che con le tante interviste e rubriche radiofoniche, con una numerosa e fortunata serie di libri basati sulla sua esperienza.  L’ultimo: Dio più bello del diavolo. Testamento spirituale, pp. 192, € 16,90.
E’ stato sulla breccia fino alla fine, incurante degli anni che si accumulavano con i relativi acciacchi: un vero combattente. Uno che non ha nascosto il talento sotto terra e che ha sempre tenuto la lampada accesa.

Madre di Dio N.10 (84) – Dicembre 2016

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