La passione di Cristo

don G.Amorth sacerdote della ssp

A mia Madre,
che mi raccontava da fanciullo la Passione del Signore con parole vive, che ben
ricordo, ma che non so ripetere. Ora, che la fanciullezza è lontana, rivivo i fatti con la
difficoltà di ricostruire la cronologia esatta, di scegliere tra i discordanti racconti
evangelici, di tener conto delle notizie storiche sui personaggi e sugli usi del tempo,di ripresentare il processo ebraico e quello romano secondo lo svolgimento giuridico di allora, di rievocare la tecnica della crocifissione e della sepoltura… E’ un racconto
molto più freddo e più povero di quello di mia Madre. Ma vuole contenere lo stesso amore per Colui che a sì duro prezzo ci ha spalancato le porte della misericordia di Dio.

Premessa
E’ compito estremamente difficile ricostruire nei dettagli la Passione di Cristo, specie in un’epoca come la nostra in cui gli studiosi di S. Scrittura, pur nel pieno riconoscimento della storicità dei fatti, amano soprattutto mettere in luce il significato salvifico contenuto nel Libro Sacro: che
indubbiamente ne è l’aspetto principale. Quanto qui presento è frutto di lunghi anni di studio da parte dei più noti specialisti di tutto il mondo: di S. Scrittura, storia, archeologia, medicina.
Certamente la fonte principale d’informazione è fornita dai quattro Evangelisti che, contrariamente alle altre parti del Vangelo, ci narrano la Passione con un’accurata successione dei fatti e ricchezza di dettagli; è segno che, fin dall’inizio della Chiesa, essa era considerata l’episodio fondamentale e più predicato della vita di Cristo. Il racconto evangelico viene qui arricchito da tutte le altre fonti storiche d’informazione che si riferiscono a quei personaggi, luoghi, usi. Ma è proprio il Vangelo a porci davanti alle maggiori difficoltà. Perché? Gli Evangelisti narrano gli stessi fatti, ma in modo diverso. La sostanza dei quattro racconti è identica, ma i particolari divergono e sono spesso inconciliabili. Se analizziamo, ad esempio, il rinnegamento di Pietro, vediamo l’identità sostanziale del fatto, ma ci è impossibile accordare i dettagli: chi esattamente ha interrogato S. Pietro la prima, la seconda, la terza volta? I vangeli discordano. Chiunque ha una nozione esatta dell’ispirazione biblica sa che lo Spirito Santo non si è servito degli autori umani come di automi, ma ha rispettato il loro modo personale di pensare, d’informarsi, di esprimersi. Iddio non ha preteso d’insegnarci i dettagli dei fatti, quando questi particolari sono indifferenti alla sostanza del suo messaggio.
Ma ha voluto dirci tutto ciò che è necessario alla salvezza.
Sono quindi costretto, per presentare un racconto unitario e più che è possibile conforme alla verità, a fare delle scelte.
Non pretendo di fornire sempre la soluzione giusta, ma quella che è più conforme allo stato attuale degli studi. Seguirò soprattutto gli ultimi risultati a cui sono giunti il Blinzler, il Benoit, il De la Potterie, nomi notissimi in questo campo. Una seconda fonte a cui ho attinto, anch’essa ispirata, è fornita dalle profezie sulla Passione, nell’Antico Testamento.
E’ una fonte d’interpretazione più che di informazione.
Perciò non potrò insistervi troppo, dato che mipreme raccontare lo svolgimento dei fatti.
Ma non è possibile tacere l’insostituibile importanza delle profezie per riconoscere in Gesù il Messia, l’inviato del Padre. Un’altra fonte d’informazione, di carattere e di valore totalmente diverso, è fornita dalla Sindone di Torino. Qui ci troviamo di fronte ad un documento esclusivamente scientifico, per cui mai la Chiesa si pronuncerà né prontro.
Uno che inizialmente non credeva alla Sindone era Pio XI, che però scriveva, nel 1931:
« Abbiamo seguito personalmente gli studi sulla S. Sindone c ci siamo persuasi della sua
autenticità ». In tutti questi anni lo straordinario documento è stato studiato da anatomisti,
medici legali, chimici, esegeti, storici. Non esiste uno studio serio sulla Sindone che non ne
riconosca l’autenticità. Trattandosi però di un documento non da tutti accettato, ne farò un uso
assai moderato: quanto basta a confermare e precisare ciò che già ci dicono i Vangeli e le altre
fonti storiche, sugli usi del tempo.
Tra gli ultimi studi sulla Sindone seguo particolarmente quelli di Judica Cordiglia e di Mons. Ricci.

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